Davide Cassenti

Davide Cassenti

Gentleman and Scholar Software Engineer

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Siamo soli?

giovedì, giugno 24, 2010

Molti penseranno che l’attività migliore alle 8 di mattina sia dormire in un comodo letto; io, invece, tanto per mostrare che non ho nulla di meglio da fare, ho deciso di leggere uno dei temi della prova di Maturità del 2010 e di scrivere qualche parola senza senso in merito.

Trattasi del tema dal titolo “Siamo Soli?”, della tipologia saggio breve e, fortunatamente, nessuno mi darà un voto in quindicesimi. Il testo completo della prova è disponibile qui.

E.T.

Famosa scena del film E.T.

Il discorso a proposito di forme di vita al di fuori del nostro pianeta è qualcosa che mi ha sempre affascinato in modo particolare: il fatto che questo sia uno dei tanti misteri che ad oggi non siamo ancora in grado di sfatare lo rende un argomento davvero entusiasmante. Sin da piccolo immaginavo di poter un giorno abbandonare la nostra cara Terra, così meravigliosa e grande, ma pur sempre insignificante all’interno dell’immenso Universo; e, sin da allora, pensavo che non fosse possibile che la vita, forse uno dei pochi misteri che mai risolveremo, non avesse trovato il modo di svilupparsi in qualche altro angolo sperduto del cosmo.

Uno degli argomenti più sollevati dagli scettici è il seguente: se davvero esitessero questi fantomatici alieni, perché non si sarebbero fatti vedere? L’argomentazione è, a mio avviso, totalmente insensata: non esistono forse luoghi sul nostro pianeta che sono ancora sconosciuti a noi intelligentissimi esseri umani? Luoghi in cui, nonostante le difficoltà, si è comunque sviluppata la vita?

Ciò che più mi lascia perplesso è la convinzione con cui molte persone negano questa possibilità, quasi come se fosse qualcosa di terribile e spaventoso: esistono forme di vita sulla Terra che ancora non conosciamo, pesci che sono in grado di sopravvivere negli abissi degli oceani, in grotte profonde senza luce né aria, in cima alle montagne più alte; esistono quantità inimmaginabili di pianeti che potrebbero fornire un ambiente perfetto, forse addirittura migliore, per lo sviluppo della vita. Mi trovo in pieno accordo con quanto scritto da Paul C.W. Davies nel 1994 nel suo “Siamo soli? Implicazioni filosofiche della scoperta della vita extraterrestre“: non siamo e non possiamo pensare di essere il centro del creato, così come non siamo presenze insignificanti in questa enorme macchina che chiamiamo Universo. Se la vita ha trovato il modo di nascere qui e trova ogni giorno il modo di resistere, cosa impedisce che questa si sviluppi in qualche lontano pianeta?

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Una lunga settimana olandese

sabato, giugno 19, 2010

Se dovessi trovare una parola per descrivere la settimana appena trascorsa, la prima che mi verrebbe in mente sarebbe follia: tutto inizia con il volo per Amsterdam per visitare la mia amica Anni per una settimana di vacanza. Sono leggermente allibito dalle restrizioni sul peso del bagaglio a mano con Alitalia – 5kg – anche se in fondo è stata un’ottima idea portare una valigia in più per i souvenir. Ad ogni modo, una volta giunto all’aeroporto di Schiphol, la prima cosa che realizzo è che, probabilmente, pantaloncini e magliette estive non sono la scelta più indicata per un viaggio nei Paesi Bassi.

Incontrata Anni all’aeroporto – dopo circa 5 mesi – ci dirigiamo in treno verso Leiden, la città dove vive. I treni in Olanda hanno un che di costoso: pensavo che fossero perfetti-e-sempre-in-orario, ma non succede così nemmeno qui. Arriviamo a destinazione in una quindicina di minuti ed impieghiamo lo stesso tempo per una passeggiata dalla stazione a casa: Leiden è una città davvero carina, con centinaia di biciclette e le tipiche case olandesi con il loro particolare tetto appuntito.

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Ancora non lo sapevamo, ma la casa di Anni sarebbe presto divenuta il principale problema della vacanza: situata in un sottotetto, la casa ha due stanze, una piccola cucina e un bagno che sarebbe inutilizzabile da persone più pesanti di 80kg; dopo aver piazzato le mie cose nella stanza “libera”, affittata da qualcun altro fino a pochi giorni prima, prepariamo un veloce spuntino e ci dirigiamo a visitare la città. Ora, vi starete probabilmente chiedendo perché la casa fu così problematica, ma ovviamente continuerò il mio racconto in ordine cronologico, così che non smetterete di leggerlo fino alla fine.

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