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	<title>Davide Cassenti &#187; Italiano</title>
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		<title>Siamo soli?</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 05:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cassenti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molti penseranno che l&#8217;attività migliore alle 8 di mattina sia dormire in un comodo letto; io, invece, tanto per mostrare che non ho nulla di meglio da fare, ho deciso di leggere uno dei temi della prova di Maturità del 2010 e di scrivere qualche parola senza senso in merito. Trattasi del tema dal titolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
Molti penseranno che l&#8217;attività migliore alle 8 di mattina sia dormire in un comodo letto; io, invece, tanto per mostrare che non ho nulla di meglio da fare, ho deciso di leggere uno dei temi della prova di Maturità del 2010 e di scrivere qualche parola senza senso in merito.</p>
<p>Trattasi del tema dal titolo &#8220;Siamo Soli?&#8221;, della tipologia saggio breve e, fortunatamente, nessuno mi darà un voto in quindicesimi. Il testo completo della prova è <a href="http://davide.cassenti.it/wp-content/uploads/2010/06/maturita_2010.pdf">disponibile qui</a>.</p></blockquote>
<div id="attachment_740" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://davide.cassenti.it/wp-content/uploads/2010/06/et5.jpg"><img class="size-medium wp-image-740" title="E.T." src="/wp-content/uploads/2010/06/et5-300x200.jpg" alt="E.T." width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Famosa scena del film E.T.</p></div>
<p>Il discorso a proposito di forme di vita al di fuori del nostro pianeta è qualcosa che mi ha sempre affascinato in modo particolare: il fatto che questo sia uno dei tanti misteri che ad oggi non siamo ancora in grado di sfatare lo rende un argomento davvero entusiasmante. Sin da piccolo immaginavo di poter un giorno abbandonare la nostra cara Terra, così meravigliosa e grande, ma pur sempre insignificante all&#8217;interno dell&#8217;immenso Universo; e, sin da allora, pensavo che non fosse possibile che la vita, forse uno dei pochi misteri che mai risolveremo, non avesse trovato il modo di svilupparsi in qualche altro angolo sperduto del cosmo.</p>
<p>Uno degli argomenti più sollevati dagli scettici è il seguente: se davvero esitessero questi fantomatici alieni, perché non si sarebbero fatti vedere? L&#8217;argomentazione è, a mio avviso, totalmente insensata: non esistono forse luoghi sul nostro pianeta che sono ancora sconosciuti a noi intelligentissimi esseri umani? Luoghi in cui, nonostante le difficoltà, si è comunque sviluppata la vita?</p>
<p>Ciò che più mi lascia perplesso è la convinzione con cui molte persone negano questa possibilità, quasi come se fosse qualcosa di terribile e spaventoso: esistono forme di vita sulla Terra che ancora non conosciamo, pesci che sono in grado di sopravvivere negli abissi degli oceani, in grotte profonde senza luce né aria, in cima alle montagne più alte; esistono quantità inimmaginabili di pianeti che potrebbero fornire un ambiente perfetto, forse addirittura migliore, per lo sviluppo della vita. Mi trovo in pieno accordo con quanto scritto da Paul C.W. Davies nel 1994 nel suo &#8220;<em>Siamo soli? Implicazioni filosofiche della scoperta della vita extraterrestre</em>&#8220;: non siamo e non possiamo pensare di essere il centro del creato, così come non siamo presenze insignificanti in questa enorme macchina che chiamiamo Universo. Se la vita ha trovato il modo di nascere qui e trova ogni giorno il modo di resistere, cosa impedisce che questa si sviluppi in qualche lontano pianeta?</p>
<p><span id="more-727"></span></p>
<p>UFO è un acronimo che tanto è divenuto di moda nell&#8217;ultimo secolo: ormai sinonimo di <em>velivolo alieno</em>, più in particolare si riferisce a qualunque oggetto nel cielo che non siamo in grado di riconoscere. Parlare di questi oggetti non può a mio avviso essere paragonato al discorso sulla vita extraterrestre: credo che vi sia un enorme differenza tra l&#8217;escludere categoricamente che altri pianeti possano essere abitati rispetto al pensare che qualche alieno sia in grado di raggiungere la Terra con tecnologie avanzatissime. Non ho un&#8217;idea chiara su questo secondo pensiero: non escludo che sia possibile che qualcuno abbia trovato un modo per abbattere le distanze infinite che ci separano, ma, al tempo stesso, la cosa mi lascia alquanto perplesso.</p>
<p>La cosa su cui è forse più interessante riflettere, senza troppo considerare lo scetticismo o la credenza, sono le conseguenze che un simile incontro potrebbe avere: penso ai tanti esperimenti ideati dai nostri scienziati per mettersi in contatto con forme di vita aliena e questi mi lasciano indubbiamente più basito dell&#8217;idea che un UFO possa sorvolare le nostre città; le differenze tra le diverse specie animali che popolano la nostra Terra sono alcune volte abissali, quasi incredibili: persino tra esseri umani troppo spesso la comprensione è difficile e non vedo come un ipotetico abitante di un pianeta lontano possa riuscire ad interpretare ciò che vorremmo dirgli. Vengono inviati nello spazio grandi quantità di messaggi, testi, musiche o disegni, nella speranza che qualcuno li possa percepire per mandarci una risposta; tutto questo è basato sull&#8217;idea che questi esseri siano simili a noi, cosa che potrebbe non essere effettivamente vera.</p>
<p>Un&#8217;ulteriore domanda che nasce al pensiero che, invece, questi alieni riescano a comprendere ciò che vogliamo dirgli è questa: potremmo mai diventare amici? Nonostante le buone intenzioni che gli ideatori ed i sostenitori di questi progetti vogliono far credere di avere, la mia risposta è no. Solitamente i più spaventati all&#8217;idea di un incontro ravvicinato del terzo tipo, come un famoso film lo ha un tempo definito, sono convinti che l&#8217;unica missione di questi abitanti dello spazio sia raggiungere il nostro pianeta per distruggerlo: non la vedo una possibilità così remota. Non mi viene in mente alcun animale che vive la sua vita senza danneggiare chi è più debole di lui: è una legge della Natura, non una legge terrestre, e come tale posso immaginare che sia valida in tutto l&#8217;Universo. Al tempo stesso, però, mi domando cosa faremmo noi, se un giorno dovessimo raggiungere un pianeta alieno: sono convinto che, così come nel XV secolo iniziammo la conquista del Nuovo Mondo, allo stesso modo faremmo con questo nuovo territorio, senza alcuna pietà di coloro che vi abitano; tutto questo soltanto se e perché, per volere di Dio o del Fato, abbiamo avuto la fortuna di essere più forti di loro.</p>
<p>Il punto di vista di Stephen Hawking nel suo &#8220;<em>L’universo in un guscio di noce</em>&#8221; fa riflettere: possiamo davvero definirci intelligenti? Come possiamo dare una definizione di cosa questo voglia effettivamente significare? Lo sviluppo tecnologico degli ultimi due secoli è stato effettivamente incredibile: tra scoperte ed invenzioni sorprendenti, la vita sul nostro pianeta è cambiata radicalmente, rendendoci incapaci di immaginare persino l&#8217;esistenza senza tutto ciò che questa tecnologia ci ha regalato; eppure esistono animali che popolano la Terra da molto più tempo di noi, perfettamente in grado di sopravvivere e che non subirebbero gravi conseguenze nemmeno nell&#8217;ipotesi di una catastrofe che annienterebbe il genere umano: il fatto che non sappiano aggiornare il proprio <em>status</em> su un social network li rende forse più stupidi di noi? Probabilmente è una questione di punti di vista.</p>
<p>Lo stesso discorso può essere applicato a questi extraterrestri di cui tanto abbiamo parlato: padroni di tecnologie a noi inimmaginabili oppure semplici esseri viventi che lottano per la sopravvivenza? Probabilmente entrambe le cose: ciò non li renderebbe né più intelligenti né più stupidi di noi, ma soltanto differenti; ciò non fermerebbe una guerra, poiché sono convinto che, se non fossero loro, saremmo comunque noi ad iniziarla. Mi viene in mente a tal proposito una canzone di Fabrizio De André, &#8220;<em>Girotondo</em>&#8220;: un discorso sulla guerra e sulla povera gente che, rimasta sola dopo che tutto il resto è stato distrutto, può finalmente conquistare la Terra per poi ricominciare una nuova guerra, come in un girotondo. Queste sono parole putroppo verissime, applicabili a tutti gli esseri che popolano il nostro pianeta e, perché no, anche gli altri che potrebbero ospitare la vita.</p>
<p>E così, mentre alla domanda &#8220;<em>Siamo soli?</em>&#8221; risponderei con un secco no, spero non vi sia un giorno in cui, dopo l&#8217;ennesima guerra sul nostro pianeta, questi lontani abitanti dello spazio giunti sulla Terra non si trovino a dover dare una risposta affermativa a questo interrogativo.</p>
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		<title>Una lunga settimana olandese</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 14:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cassenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[olanda]]></category>
		<category><![CDATA[paesi bassi]]></category>
		<category><![CDATA[trip]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">Se dovessi trovare una parola per descrivere la settimana appena trascorsa, la prima che mi verrebbe in mente sarebbe <strong>follia</strong>: tutto inizia con il volo per Amsterdam per visitare la mia amica Anni per una settimana di vacanza. Sono leggermente allibito dalle restrizioni sul peso del bagaglio a mano con Alitalia &#8211; 5kg &#8211; anche se in fondo è stata un&#8217;ottima idea portare una valigia in più per i souvenir. Ad ogni modo, una volta giunto all&#8217;aeroporto di Schiphol, la prima cosa che realizzo è che, probabilmente, pantaloncini e magliette estive non sono la scelta più indicata per un viaggio nei Paesi Bassi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-align: left;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-align: left;">Incontrata Anni all&#8217;aeroporto &#8211; dopo circa 5 mesi &#8211; ci dirigiamo in treno verso Leiden, la città dove vive. I treni in Olanda hanno un che di costoso: pensavo che fossero perfetti-e-sempre-in-orario, ma non succede così nemmeno qui. Arriviamo a destinazione in una quindicina di minuti ed impieghiamo lo stesso tempo per una passeggiata dalla stazione a casa: Leiden è una città davvero carina, con centinaia di biciclette e le tipiche case olandesi con il loro particolare tetto appuntito.</p>
<table style="text-align: left;" border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignnone size-medium wp-image-679" title="DSC_0033" src="/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0033-300x200.jpg" alt="DSC_0033" width="210" height="140" /></td>
<td><a href="http://davide.cassenti.it/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0010.JPG"><img class="alignnone size-medium wp-image-681" title="DSC_0010" src="/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0010-300x200.jpg" alt="DSC_0010" width="210" height="140" /></a></td>
<td><a href="http://davide.cassenti.it/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0003.JPG"><img class="alignnone size-medium wp-image-680" title="DSC_0003" src="/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0003-300x200.jpg" alt="DSC_0003" width="210" height="140" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: left;">Ancora non lo sapevamo, ma la casa di Anni sarebbe presto divenuta il principale problema della vacanza: situata in un sottotetto, la casa ha due stanze, una piccola cucina e un bagno che sarebbe inutilizzabile da persone più pesanti di 80kg; dopo aver piazzato le mie cose nella stanza &#8220;libera&#8221;, affittata da qualcun altro fino a pochi giorni prima, prepariamo un veloce spuntino e ci dirigiamo a visitare la città. Ora, vi starete probabilmente chiedendo perché la casa fu così problematica, ma ovviamente continuerò il mio racconto in ordine cronologico, così che non smetterete di leggerlo fino alla fine.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-694"></span></p>
<p style="text-align: left;">Leiden &#8211; e come ho potuto notare in seguito anche altre città olandesi &#8211; è piena di fast food: ingurgitai hamburger per giorni e non vedevo l&#8217;ora di gustare una deliziosa cena italiana a casa. Il primo giorno visitammo di Leiden, mentre Lunedì fù dedicato a L&#8217;Aia: avevamo in mente di visitare un mio amico italiano alla sera, in modo da guardare la partita Italia &#8211; Paraguay tutti insieme. L&#8217;Aia è leggermente differente da Leiden: anch&#8217;essa calma e carina, era colma di Olandesi vestiti in arancione per via dell&#8217;incontro con la Danimarca; ci avvicinammo agli schermi per vedere il risultato due volte, ed in entrambi i casi l&#8217;Olanda segnò un gol: gli olandesi dovrebbero ringraziarci.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-align: left;"><span style="color: #666666;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: left;">
<dl id="attachment_682" class="wp-caption aligncenter" style="width: 727px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://davide.cassenti.it/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0200.JPG"><img class="size-full wp-image-682  " title="DSC_0200" src="/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0200.JPG" alt="Tifosi durante l'incontro Olanda - Danimarca" width="717" height="479" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Tifosi durante l&#8217;incontro Olanda &#8211; Danimarca </dd>
</dl>
</div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-align: left;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-align: left;">Comunque, ci accorgemmo presto che visitare l&#8217;Aia dal mattino alla sera è forse troppo, quindi decidemmo di raggiungere un&#8217;altra città per qualche ora: la scelta cadde su Delft. Spostarsi da una città all&#8217;altra richiede pochissimo tempo ed anche in questo caso non impiegammo più di 15-20 minuti. Anche Delft è particolare, piccola e con una bellissima piazza in cui Anni decise di mostrare al mondo la sua abilità di indossare i collant in pubblico: memorabile il suo &#8220;<em>ed ora che faccio?</em>&#8221; una volta realizzato che non è certo la cosa più semplice da fare senza che la gente si giri a sbirciare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-align: left;">Tempo di tornare all&#8217;Aia, dove incontammo il mio amico &#8211; Luca &#8211; e con un altro ci recammo al pub in attesa della partita. Anche se non era un fast food, la mia cena fu un altro hamburger: stile di vita meraviglioso. Meglio non commentare il risultato della partita (e nemmeno la reazione di Luca quando l&#8217;Italia segnò).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-align: left;">Amsterdam fu la destinazione per il terzo giorno: immaginavo di trovarmi davanti una città più caotica e confusionaria, ma non fu così; certamente era molto più viva di persone, soprattutto nelle vie principali &#8211; piene di coffee e sexy shop, direi &#8211; ma non certo comparabile con il casino nelle città che amo di più (qualcuno ha detto <strong>Tbilisi</strong>?). C&#8217;era una mostra fotografica in una chiesa, quindi decidemmo che saremmo dovuti tornare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-align: left;">Ma spendiamo un paio di parole sulla chiesa; come molte altre in Olanda, anche questa è teatro di mostre e concerti: molto probabilmente il dio olandese ama il divertimento. La seconda cosa simpatica che mi colpì è il luogo in cui si trova: proprio all&#8217;inizio del quartiere a luci rosse, circondata da sexy shop che propongono tutto ciò che si ha bisogno per una notte di divertimento. In ogni caso, visitammo il quartiere a luci rosse, a quell&#8217;ora (sfortunatamente <img src='http://davide.cassenti.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> ) non completamente al lavoro; potete comunque trovare a qualsiasi ora una fanciulla disposta a soddisfarvi &#8211; cosa non molto diversa da ciò che accade in altri Paesi, aggiungerei.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-align: left;">Quella sera, Anni aveva lezione all&#8217;Università e mi si presentarono due scelte: unirmi a lei per 4 ore di lezione sul management (o marketing o qualsiasi cosa fosse) oppure visitare di nuovo L&#8217;Aia, dove Luca avrebbe sperimentato la preparazione delle lasagne; non c&#8217;è bisogno di dire quale fu la mia scelta, comunque ottima. Meta successiva, Haarlem: andammo di nuovo in treno, senza particolare entusiasmo, ma alla fine ci accorgemmo che è forse la città più bella visitata in questi giorni. Piena di vita, gente in giro, piccola e decisamente bella.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-align: left;"><a href="http://davide.cassenti.it/wp-content/uploads/2010/06/DSC_2455.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-683" title="DSC_2455" src="/wp-content/uploads/2010/06/DSC_2455.JPG" alt="DSC_2455" width="717" height="479" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-align: left;">Apriamo una piccola parentesi prima di parlare di Giovedì: i vicini di Anni. Entrammo a casa loro un paio di volte per tentare di sistemare i problemi con internet, che non funzionava a casa nostra da una settimana: persone decisamente strane, con un cane solo apparentemente cattivo, un gatto ed alcuni rettili tra cui due meravigliosi serpenti lunghi qualche metro. Dal loro appartamento un cavo ethernet avrebbe dovuto connetterci al magico mondo della Rete, ma siccome non sembrava funzionare a dovere, chiamammo i proprietari per verificare il problema.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-align: left;">Finalmente, Giovedì: al mattino andammo di nuovo ad Amsterdam per la mostra di foto; apparentemente la giornata sarebbe stata calma, ma alla fine si rivelò la più lunga e folle di sempre: di ritorno dalla capitale, Anni mi invitò a partecipare al meeting del <strong>Business Club</strong> insieme con un suo professore ed alcuni compagni di Università in un bar di Leiden. La mia partecipazione al meeting segreto &#8211; che mi ricordò <em>Fight Club</em> &#8211; fu accettata e mi fu anche chiesto di dire un paio di frasi di introduzione: &#8220;<em>Salve, sono Davide Cassenti, dall&#8217;Italia e sono qui per vacanza. Partecipo all&#8217;incontro del Business Club perché altrimenti sarei dovuto stare a casa da solo.</em>&#8221; fu senza dubbio la migliore introduzione del giorno.</p>
<table style="text-align: left;" border="0">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://davide.cassenti.it/wp-content/uploads/2010/06/DSC_2521.JPG"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-684" title="DSC_2521" src="/wp-content/uploads/2010/06/DSC_2521-150x150.jpg" alt="DSC_2521" width="150" height="150" /></a></td>
<td><a href="http://davide.cassenti.it/wp-content/uploads/2010/06/DSC_2542.JPG"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-687" title="DSC_2542" src="/wp-content/uploads/2010/06/DSC_2542-150x150.jpg" alt="DSC_2542" width="150" height="150" /></a></td>
<td><a href="http://davide.cassenti.it/wp-content/uploads/2010/06/DSC_2540.JPG"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-686" title="DSC_2540" src="/wp-content/uploads/2010/06/DSC_2540-150x150.jpg" alt="DSC_2540" width="150" height="150" /></a></td>
<td><a href="http://davide.cassenti.it/wp-content/uploads/2010/06/DSC_2525.JPG"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-685" title="DSC_2525" src="/wp-content/uploads/2010/06/DSC_2525-150x150.jpg" alt="DSC_2525" width="150" height="150" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-align: left;">Decisamente noioso per un informatico come me, il meeting durò circa un&#8217;ora, dopodiché Anni andò al lavoro, mentre io decisi di visitare a piedi tutta Leiden. Tutto sembrava andare per il verso giusto, finché non ricevetti un messaggio da Anni nel quale mi diceva che i padroni di casa erano entrati, avevano visto le mie cose nella <em>stanza proibita</em> (tutto è vietato lì) e si erano infuriati. Anni finì di lavorare poco dopo e tornammo a casa; dove trovammo la grande sorpresa della settimana.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-align: left;">I proprietari non solo si erano arrabbiati con noi: avevano anche portato via tutto dalla stanza, incluse le mie valigie, il computer, i vestiti e tutto il resto. In un minuto diventai come un vagabondo, con la mia macchina fotografica soltanto. La casa è piccola, quindi non impiegai molto ad accorgermi che avevano effettivamente <em>rubato</em> tutti i miei bagagli; e mi incavolai non poco. Tentammo di chiamarli per chiedere spiegazioni, ma siccome non volevano parlare con noi, decidemmo che la cosa migliore da fare era recarsi alla polizia. E lì avemmo la seconda sorpresa.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-align: left;">La prima cosa che uno si aspetta di ricevere in polizia è aiuto: ciò sarebbe normale in qualunque Paese di qualunque continente; spiegammo la situazione e ciò che ricevemmo fu una semplicr risposta: &#8220;aspettate domani: probabilmente l&#8217;hanno fatto solo per spaventarvi&#8221;; e mi incavolai il doppio. Come diavolo può un poliziotto dirti che è tutto uno scherzo, senza nemmeno chiedere nomi o documenti? Mi sto ancora chiedendo questo, visto che rimasi scioccato e senza le mie cose. La serata finì comunque con un drink: eravamo troppo nervosi per tornare subito a casa e la passeggiata ci aiutò a tornare alla normalità &#8211; se possiamo così definirla.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-align: left;">Quella notte ero così nervoso che non potei dormire più di qualche ora: alle 6 ero già sveglio, in attesa di riavere indietro le mie cose. Quando Anni si svegliò, chiamò i proprietari e questi ci dissero che avrebbero riportato tutto quella sera, ma che avrei dovuto pagare la settimana di uso della stanza. Decidemmo di evitare i problemi, quindi accettammo di aspettare qualche ora e decidemmo di continuare il nostro viaggio, tentando di avere un po&#8217; di divertimento in un Venerdì uggioso. Prendemmo il treno per Alrmaar, cittadina famosa per il formaggio ad un&#8217;ora di treno da Leiden. La città mi piacque molto: in qualche modo ricorda Venezia, anche se la nostra città ha quel qualcosa che la rende unica; sfortunatamente perdemmo il Mercato del formaggio che si tiene ogni Venerdì mattina, ma visitammo un negozio dove acquistai un interessante formaggio al wasabi completamente verde (sì, il formaggio è <strong>verde</strong>) ed alcuni altri: se qualcuno volesse favorire, siete i benvenuti.</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://davide.cassenti.it/wp-content/uploads/2010/06/DSC_2619.JPG"><img class="alignnone size-medium wp-image-688" title="DSC_2619" src="/wp-content/uploads/2010/06/DSC_2619-300x200.jpg" alt="DSC_2619" width="210" height="140" /></a></td>
<td><a href="http://davide.cassenti.it/wp-content/uploads/2010/06/DSC_2631.JPG"><img class="alignnone size-medium wp-image-689" title="DSC_2631" src="/wp-content/uploads/2010/06/DSC_2631-300x200.jpg" alt="DSC_2631" width="210" height="140" /></a></td>
<td><a href="http://davide.cassenti.it/wp-content/uploads/2010/06/DSC_2616.JPG"><img class="alignnone size-medium wp-image-690" title="DSC_2616" src="/wp-content/uploads/2010/06/DSC_2616-300x200.jpg" alt="DSC_2616" width="210" height="140" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-align: left;">Il giorno successivo è oggi: sveglia alle 7, tempo di prendere l&#8217;aereo per tornare in Italia. La cosa migliore della giornata è il fatto che il volo è Alitalia: grazie all&#8217;italiano come lingua principale, ho finalmente capito cosa dice il pilota nei microfoni poco prima di atterrare &#8211; ed ora sono felice. Il volo è stato piacevole, ma non posso dire lo stesso sul tempo: ancora più triste e piovoso della fredda Olanda. Grazie al cielo una deliziosa carbonara ha salvato la giornata.</p>
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